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Infertilità di coppia

La riproduzione umana è un processo estremamente complesso segnato da una serie di tappe alcune note e la maggior parte ancora non note. La riproduzione umana si articola in varie fasi, tutte estremamente complesse a partire dal processo che porta all’ovulazione, al trasferimento dell’ovocita nella tuba, all’incontro con lo spermatozoo, alla formazione dell’embrione, al suo trasporto in utero e al suo insediamento in utero.
Tutte queste tappe, però, devono seguirsi in perfetta sincronia; qualunque intoppo in un passaggio blocca tutta la catena rendendo vano il tentativo riproduttivo. Ecco spiegato il perché del tasso di concepimento spontaneo che ogni coppia ha per mese di tentativo, solo il 30% per mese di ottenere spontaneamente la gravidanza.
Una coppia si dice infertile quando non riesce a ottenere la gravidanza dopo 12 mesi di rapporti non protetti.
Sub fertile quando la funzionalità degli organi riproduttivi è compromessa ma ancora presente.
Se partiamo già da un’efficienza riproduttiva del 30%nell’ambito del primo anno in una coppia giovane che comincia a cercare figli si vede che nell’ambito degli anni questa percentuale diminuisce raggiungendo al 3° anno un valore del 6-7%.
Se consideriamo che il periodo riproduttivo dell’uomo e della donna va dai 20 ai 40 ani, si può dire che la massima capacità riproduttiva si ha intorno ai 24-25 anni (30% di gravidanze per mese di tentativi), poi questa capacità decresce lentamente fino ai 40 anni e dopo i 40 anni crolla drasticamente.
Quando una coppia si reca presso un centro di Procreazione Medicalmente Assistita, viene inviata generalmente a colloquio con un ginecologo. È molto importante che il colloquio si svolga con entrambi i partners essendo la sterilità una patologia complessa che non riguarda solo un individuo ma 3 organismi: uomo, donna ed embrione. Insieme al ginecologo, la coppia inizierà un percorso, a volte anche lungo, caratterizzato da una prima fase nella quale si andrà ad investigare la causa del mancato concepimento, fase diagnostica, alla quale seguirà una fase terapeutica vera e propria.

Fase Diagnostica

Quando si inizia ad indagare una coppia dal punto di vista riproduttivo, bisogna tener presente molteplici fattori, tra i più importanti e tra i più semplici ed immediati da indagare troviamo:

  1. Anni di ricerca prole: per quanto concerne la specie umana, un anno è considerato un lasso di tempo accettabile per ottenere una gravidanza; più ci si allontana da questa tempistica, più diventerà difficile ottenere spontaneamente la gravidanza tanto che dopo 3 anni di ricerca prole, la percentuale di gravidanza spontanea passa da un 30% ad un 3-5%.
  2. Età della coppia: l’età della donna è sicuramente un parametro fondamentale nella valutazione della sterilità di coppia. La qualità degli ovociti peggiora col passare degli anni, questo perché il pool ovocitario totale si assesta alla nascita e tende a diminuire nel corso degli anni; gli ovociti quindi risento di tutti gli stimoli fisici, chimici ed ambientali di cui risente la donna ed è quindi inevitabile che la qualità ovocitaria peggiori con il passare degli anni. Questo rende ragione anche dell’aumentare del numero di aborti spontanei che una donna può avere con l’avanzare della sua età. Questo è dovuto ad una aumentata probabilità che l’ovocita abbia al proprio interno malformazioni geniche che non permettano alla gravidanza di iniziare. Per quanto riguarda gli spermatozoi, invece, il ciclo vitale è di circa 3 mesi, in questo lasso di tempo si ha una completa sostituzione del pool degli spermatozoi; l’età maschile quindi è meno implicata nei difetti della riproduzione.
  3. Attività sessuale: l’ovulazione avviene all’incirca al 14° giorno del ciclo mestruale. Per ottenere un concepimento, sarebbe opportuno avere 2-3 rapporti nella settimana prevista per l’ovulazione e non avere un’astinenza precedente di più di 5 giorni.
  4. Abitudini di vita: nei paesi industrializzati, l’età media del primo concepimento si è alzata. Le coppie aspettano più tempo prima di provare ad avere una gravidanza. Inoltre lo stress, il fumo di sigaretta, l’alcool sono tutti fattori che influenzano negativamente la sfera riproduttiva.

Se consideriamo più approfonditamente le cause di sterilità, si riconoscono cause di origine femminile (40% dei casi), cause di origine maschile (40% dei casi) e una sterilità inspiegata nel 20% dei casi. Non bisogna dimenticare che a volte, in un 25% dei casi, le cause di sterilità sono associate, cioè sono presenti sia cause di origine maschile che cause di origine femminile. Ma andiamo ad analizzare più nel dettaglio i diversi meccanismi di sterilità.

Sterilita’ di origine femminile

Tra le cause di sterilità femminile troviamo:

  1. Ovulatorie (asse ipotalamo-ipofisi-gonadi) 55%;
  2. Morfologiche (utero, tube, pelvi) 40%;
  3. Altro 5%.

Approfondisci l'argomento della sterilità di origine femminile

Sterilita’ di origine maschile

Le cause di natura maschile rappresentano il 40% delle diagnosi di sterilità. Prima di descrivere le patologie che possono alterare la fertilità maschile, è bene individuare i parametri fisiologici del liquido seminale.

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