Tiroide e gravidanza: valori, iodio e controlli da fare
Tiroide e gravidanza: valori, iodio e controlli da fare
Tiroide e gravidanza: valori, iodio e controlli da fare
Durante la gravidanza, la tiroide subisce profondi cambiamenti per supportare il corretto sviluppo del feto. Le dimensioni della ghiandola aumentano dal 10% al 40% e la produzione di ormoni tiroidei cresce di circa il 50%. Questo incremento è necessario per sostenere la crescita fetale e il metabolismo materno.
Come cambia la tiroide in gravidanza
Già dalla 7ª settimana di gestazione aumenta la concentrazione di T4, che raggiunge il picco intorno alla 16ª settimana e resta elevata fino al parto. Nel primo trimestre, l’ormone HCG stimola i recettori del TSH, portando a un abbassamento dei valori sierici di TSH: per questo, nelle donne in gravidanza, i livelli di TSH risultano fisiologicamente più bassi rispetto alle non gravide.
TSH e ormoni tiroidei: valori di riferimento
Il calo del TSH è più marcato nel primo trimestre, per poi risalire gradualmente nel secondo e terzo trimestre, senza mai tornare ai valori pre-gravidanza. I valori normali di TSH variano anche in base all’area geografica, per questo è importante utilizzare range di riferimento specifici per il Paese di residenza.
Importanza dello iodio in gravidanza e allattamento
La richiesta di iodio aumenta in gravidanza e durante l’allattamento, poiché viene eliminato anche attraverso il latte materno. Nelle zone a moderata o severa carenza di iodio, è consigliata la supplementazione per prevenire complicanze tiroidee e fetali.
Una carenza marcata di iodio può portare a un aumento del TSH, sviluppo di gozzo tiroideo e formazione di noduli. Inoltre, può influenzare negativamente lo sviluppo del cervello fetale, aumentando il rischio di ritardo mentale, disturbi dell’attenzione e cretinismo.
Come prevenire la carenza di iodio
- Utilizzare regolarmente sale iodato.
- Integrare circa 250 µg di iodio al giorno durante la gravidanza (come da linee guida internazionali).
- Iniziare la supplementazione idealmente 3 mesi prima del concepimento.
Le donne con ipertiroidismo o in trattamento con tiroxina non devono assumere integratori di iodio aggiuntivi, salvo diversa indicazione specialistica.
Autoanticorpi tiroidei e rischio di ipotiroidismo
Gli anticorpi anti-TPO sono presenti nel 2–17% delle donne in gravidanza. La loro presenza aumenta il rischio di ipotiroidismo e di complicanze come aborto spontaneo. In caso di positività, è raccomandato monitorare il TSH ogni 4 settimane.
In pazienti poliabortive con autoanticorpi positivi ma TSH normale, alcune evidenze suggeriscono l’impiego di basse dosi di tiroxina, anche se i dati non sono ancora conclusivi.
Screening e gestione delle tiroidopatie in gravidanza
Le linee guida raccomandano di valutare la funzione tiroidea prima della gravidanza nelle donne a rischio, come chi ha familiarità per tiroidopatie, malattie autoimmuni o assume farmaci che interferiscono con la tiroide.
Valori e azioni consigliate
- TSH < 2,5 µU/ml: non sono necessari ulteriori controlli.
- TSH > 2,5 µU/ml: valutare terapia con tiroxina e consulto endocrinologico.
- Ipertiroidismo subclinico: nessuna terapia, ma controllo FT4 e TSH dopo 40 giorni.
La tiroide nel post partum
La funzione tiroidea può restare alterata fino a un anno dopo il parto. È utile eseguire i dosaggi di anticorpi anti-TPO, Ab anti recettore TSH e TBII prima del parto, per monitorare eventuali variazioni post partum.

Riferimento: 2017 Guidelines of the American Thyroid Association for the Diagnosis and Management of Thyroid Disease During Pregnancy and the Postpartum.